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  Banaadiri [ Banaadir-Una regione antica dell'Africa Orien.Banaadir intendiamo quella fascia costiera dalla cittadina di Warshiikh a nord di Mogadiscio fino a Raskiyamboni verso il confine col Kenya,Kisimayo inclusa.I banaadiri hanno origne araba,Bantu&Cuscito ]
 
Esteri
 


Banaadiri in Italia

           
banaadiri@gmail.com
Il territorio dei Banaadiri - indicato con la manina - nel Corno d'Africa


Il Territorio dei Banaadiri
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Messaggi di saluto e sostegno inviati durante la manifestazione Italia Africa del 2004
Festa d'Africa Festival 2005



Two thousand seasons of rain
When incense weeps

By Irena Knehtl
For the Yemen Times



Mappa -indicazione del Banaadir nel Continente Africano-Banaadiri


Enzo Biagi














Questo blog sostiene la nomina
di Enzo
Biagi Senatore a Vita.


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Emblema Storica 
   del 
Banaadir.


Foto botte parlamentari Somalia - Allpuntland






Dagaalkii Ka dhacey Barlamaanka
Le botte e bastonate che si sono date parlamentari
Della Somalia Federale in Kenya
 (Video from Reuter)


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United Nations Environment
Programme:
After the
Tsunami: Rapid Environ-
mental Assessment

 

A place for poetry
The Maldives and the post-Tsunami era

By Irena Knehtl
iren_knehtl@yahoo.com
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Poetic images from the desert
Beauty in the barrenness of the Empty Quarter

By Irena Knehtl
iren_knehtl@maktoob.com
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Protest letter concerning the
future political order of Federal
States of Somalia and the
position of the Banaadiri and
the Banaadir

Mr. Mohamed Abbas Sufi
President of the Banaadiri
Community in Italy
Abokar M. Sadiq
President of the Banaadiri
Community in Switzerland
 
Full Story...
 
Yemen Times-Sana'a/Yemen

Human Rights Watch

Rapporto-denuncia
su torture e maltrattamenti
nelle prigioni Iraqene



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Costituzione Europea
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e Paolo Mondani su EcoRadio



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dal Lunedì al Venerdì
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Samir's Cartoon
Yemen Times


The culture of people of
Banaadir (part 2)


Yemen Times
Henna - one of the famous traditions
of Banaadir.

Irena Knehtl & Mohammed Abati
For Yemen Times
iren_knehtl@yahoo.com



The culture of people of Banaadir (part 1)

Yemen Times

Banaadiri women weavering outdoors.

By Irena Knehtl &
Mohammed Abati*
For the Yemen Times
iren_knehtl@yahoo.com


29/9/2004
Nr. 559-01/08 October 2004
Africa e Medio Oriente
Somalia - Banaadir, il paese dei
porti  - per tramite
President of Banaadiri Community in Italy
di Mohamed ABBAS



home page liberate la pace
Assoc. Un Ponte per ...
www.unponteper.it


 

 

 

 

 





Banaadiri, The renewal of a
    
millenary identity’ is
      
published, Italy.
       
In order to have
          it contact us

 



New
Corno d’Africa, fuga dall’inferno
di E. Casale &
Mohamed ABBAS Sufi

Si trova già in edicola
Published in June 2004

 



Novembre 2003
Attualita italiana/Immigrazione
di Bianca S. = Mohamed Abbas
PANORAMA - Fuga dalla Nazione
che non esiste più |
 
Con la guerra civile, lo stato è nel caos.
Non c'è il governo e neppure l'anagrafe.
Così, i profughi che sopravvivono alla
traversata non possono neanche
chiedere asilo politico. 
 

 


Rivista Africa & Mediterraneo
Nr. 3/01 (37) - Totale Pag. 80 pp
Situazioni
Banaadir, un popolo e un'identità
negata a cura di Mohamed Abbas Sufi

 

 

 

 

 



 

Nuredin Hagi Scikei
Somalia: un’invenzione italiana
















 
Congresso Internazionale sul Corno d'Africa
Seminaire de Rome sur la Corne d'Afrique
Il Congresso Internazionale
Corganizzato dall'ACBI con
L'università di Bologna, sul
Tema ''
The Horn of Africa between
History, Law and Politics'' 2002/2003
Il programma nel sito dell'Univ. di Bo

Horn of Africa - UniBo Magazine





 
Immigrati e italiani: il futuro è convivenza



Profile and Book Review
BANAADIR: The Country of Harbors

By Irena Knehtl

Marka. This coastal city is 50 km south of
Mogadishu, and was founded by the Arab
Banaadiris.

iren_knehtl@yahoo.com
For the Yemen Times












 

 




ASSOCIAZIONE CULTURALE DEI BANAADIRIANI
IN ITALIA (ACBI)
-
I Banaadiri sono un popolo
multietnico e mutliculturale che abitano nel
Corno d'Africa.Essi sono composti da popolazione
di origine Araba, Bantu e altri gruppi Cusciti.
Banaadir è una delle regioni più antica
dell'attuale Somalia,  ed il suo capoluogo è
Mogadiscio detta anche '' XAMAR''.
Il sito  - websitedei banaadiri in Italia :
    
www.banaadiri.org   

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Presidente dei Banaadiri in Italia ( ACBI).
Il presidente dell'Associazione Culturale dei
Banaadiriani in Italia - ACBI, è uno membri 
attivi e promotore del gruppo che fondo’ la
stessa Associazione.
Egli è
uno dei portavoce del Popolo Banaadiri
nel mondo,
e si propone di stimolare l'attenzione
delle cancellerie inter
nazionali, sopratutto in
Europa, con proposte che possono
contribuire
alla soluzione politica dei gravi problemi del
Corno
d'Africa (una regione legata all’Italia da
 una lunga storia di rapporti culturali, politici,
economici e sociali). 

 

 

 

 

 


Foto di Gruppo del Congresso Internazionale
sul tema Corno d'Africa tra Storia, Diritto e Politica,
coorganizzata con l'Univ. di BO - Copyright ACBI

 

 

 


 


Foto di un Gruppo di Banaadiri al secondo
Congresso Intern. dei Banaadiri in Netherland
anno 2002 - Copyright ACBI

 

 

 

 

  

President of Banaadiri     President of Banaadiri Italy
Italy                                  Netherland

 

 

 

 

 
President    Banaadiri   President    Banaadiri
Swiss                              United Kingdom
 

 

 


 


President    Banaadiri   President    Banaadiri
Swiden                            Minesota - USA
  

 

 

 

 


Giornalista Banaadiri   Intellettuale Banaadiri

 

 

 

 

 Rappresentanti dell'Istituzioni Ollandese

 

 

 

 

Intellett. Banaadiri       Resp. giovani Banaadiri 

 

 

 

 

Intellettuale Banaadiri     Intellett. Banaadiri 





 



Salim H. Mao/Master of Markacadeey

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Foto di gruppo di banaadiri in Ollanda

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Contact Banaadiri in Italy:


banaadiri@gmail.com
or,
banaadiri1@yahoo.it


7 aprile 2009

Scienza ...,Una gigantesca mano che sembra afferrare le stelle

Originata 1.700 anni fa a 17 mila anni luce dalla Terra. Scoperta da Chandra, telescopio orbitale ai raggi X

MILANO - Una gigantesca mano che sembra afferrare le stelle: è questa la spettacolare scoperta fatta dai ricercatori della Nasa. Una stella di neutroni, distante circa 17 mila anni luce dalla Terra, che ha le sembianze di una grande mano: l'incredibile scoperta è stata possibile grazie a Chandra, telescopio orbitale ai raggi X, che invia da quasi dieci anni immagini dallo spazio e che è destinato a scomparire presto nell'infinito spazio.



22 gennaio 2009

Approvata la nomina a larghissima maggioranza


















(ANSA) - NEW YORK, 21 gen - Hillary Clinton, l'ex first lady, e' ufficialmente segretario di Stato Usa. Il Senato ha dato l'ok a larghissima maggioranza. La Clinton, avversaria alle primarie democratiche del presidente Barack Obama, ha sostituito un'altra donna, Condoleezza Rice, la prima nera ad essere diventata responsabile del Dipartimento di Stato.


22 gennaio 2009

WASHINGTON, 22 GEN - Barack Obama

(ANSA):
WASHINGTON, 22 GEN - Barack Obama
ha giurato per la 2/a volta fedelta' alla Costituzione Usa davanti al presidente della Corte Suprema John Roberts.La decisione di ripetere il rito e' stata presa da Roberts dopo che alcuni costituzionalisti aveva sollevato dubbi sulla legittimita' del giuramento svoltosi davanti al Campidoglio, perche' non si era svolto in modo formalmente corretto. Roberts, infatti, si era sbagliato nel pronunciare le frasi di rito, invertendo l'ordine di alcune parole.


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22 gennaio 2009

La favola della famiglia globale...,

 

La favola della famiglia globale
e il mondo sbarca alla Casa Bianca di VITTORIO ZUCCONI


22 gennaio 2009

Obama, primi passi per la paceSubito stop a Guantanamo

 

Obama, primi passi per la paceSubito stop a Guantanamo

Chiusura entro l'anno, già bloccati i processi. Telefonate con Olmert e Abu Mazen: "Impegno per una pace duratura". La Ue: "Lavoriamo insieme". Congelati gli stipendi dello staff della Casa Bianca. Sì del Senato alla Clinton segretario di Stato


21 gennaio 2009

Yes we can, Mr President ...,

Yes We Can......

Primo giorno di ObamaSospesa Guantanamo

Barack Obama è ufficialmente il 44esimo Presidente degli Stati Uniti. Due milioni di persone lo hanno acclamato a Washington. Nel suo discorso (leggi il documento in italiano), Obama ha aperto al mondo islamico non radicale. Poi pranzo e ballo al Congresso. Sospesi per due mesi i processi a Guantanamo. Tiepida l'accoglienza delle Borse. Napolitano: «Ora sintonia Usa-Ue».

Fonte: Unita


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8 gennaio 2009

Il cardinal Martino: "Gaza è un lager" Nuova polemica fra Vaticano e Israele

 Le parole del prelato hanno suscitato la reazione del governo Olmert "Affermazioni che sembrano provenire direttamente dalla propaganda di Hamas"

Il cardinal Martino: "Gaza è un lager" Nuova polemica fra Vaticano e Israele: 

CITTA' DEL VATICANO - Santa Sede e Israele di nuovo ai ferri corti, mentre continua a infuriare la battaglia a Gaza e diventa più problematico un viaggio del Papa in Terra Santa per il prossimo maggio. Oggi il cardinal Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e personaggio di spicco della Curia romana, ha affermato che la Striscia "assomiglia sempre di più ad un campo di concentramento". In serata è arrivata durissima la replica del governo israeliano, che ha accusato il porporato di usare la terminologia di "Hamas".

In un'intervista al quotidiano on line ilsussidiario.net, Martino ha lanciato l'ennesimo appello al dialogo, affermando che per trovare una soluzione al conflitto occorre "una volontà da tutte e due le parti, perché tutte e due sono colpevoli".

"Israeliani e palestinesi sono figli della stessa terra - ha aggiunto il prelato - e bisogna separarli, come si farebbe con due fratelli. Se non riescono a mettersi d'accordo, allora qualcun altro deve sentire il dovere di farlo. Il mondo non può stare a guardare senza far nulla".

Fin qui, parole in linea con le esortazioni del Papa e di altri esponenti vaticani. Ma il paragone usato da Martino, "Gaza assomiglia sempre più ad un grande campo di concentramento" in cui "popolazioni inermi" pagano "le conseguenze dell'egoismo", è apparso intollerabile al governo israeliano.

"Fare affermazioni che sembrano provenire direttamente dalla propaganda di Hamas e ignorare gli impronunciabili crimini commessi da quest'ultimo, che con la violenza ha fatto deragliare il processo di pace e ha trasformato la Striscia di Gaza in un gigantesco scudo umano, non aiuta la gente ad avvicinarsi alla verità e alla pace", ha detto in serata, in una dichiarazione all'agenzia France Presse, il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Igal Palmor.

A far montare l'irritazione israeliana hanno contribuito, con ogni probabilità, anche le dichiarazioni di numerosi esponenti della Chiesa cattolica di Terra Santa, i quali hanno sottolineato come Hamas debba essere considerato un interlocutore e non "un mostro" da Israele e dalla comunità internazionale.

Ultimo in ordine di tempo è stato il vescovo di Nazareth, monsignor Giacinto Boulos Marcuzzo, che lunedì scorso ha esortato il governo israeliano a "dialogare seriamente con i palestinesi, a partire da Hamas" se vuole arrivare veramente a una soluzione duratura. Marcuzzo, in una dichiarazione ad alcuni mezzi di informazione italiani, ha anche avvertito che il protrarsi delle violenze a Gaza sta mettendo a rischio la prossima visita del Papa in Terra Santa poiché la Santa Sede "saprà certamente tirare le opportune conseguenze".

Il botta e risposta odierno tra Gerusalemme e il cardinal Martino non faciliterà il compito dei diplomatici vaticani, palestinesi e israeliani impegnati nel definire il viaggio di Benedetto XVI in Israele, Giordania e Territori: una missione che presenta, al momento, troppe variabili incontrollabili.




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2 dicembre 2008

Alla fine come è andata a finire! mi sono sbagliato!

Usa, il mea culpa di Bush "L'Iraq è stato un errore"


WASHINGTON - La caccia alle armi di distruzione di massa in Iraq, risultata viziata da informazioni di intelligence infondate, è "il più grande rammarico della mia presidenza": lo ha detto George W.Bush, in vena di bilanci ed esami di coscienza di fine mandato, in un'intervista alla rete televisiva Abc.
Nella stessa intervista in cui si è detto "spiacente" per la situazione economica del paese, nel giorno in cui l'America ha ufficializzato l'entrata in un periodo di recessione, Bush ha anche ammesso che il fallimento nel provare i capi d'imputazione che avevano giustificato la guerra contro l'Iraq, è una delle eredità più pesanti con cui lascia la presidenza.
"Un sacco di persone - ha detto Bush, secondo estratti di un'intervista che la Abc ha realizzato nella residenza presidenziale di Camp David - avevano messo in gioco la loro reputazione dicendo che le armi di distruzione di massa erano una ragione per rimuovere Saddam Hussein". Il presidente americano ha evitato però di rispondere a una domanda sul fatto se avrebbe lanciato o meno l'invasione dell'Iraq, sapendo quello che sa adesso.
Nelle sue 'confessioni' a Camp David, Bush ha anche affermato che quando diventò presidente "non ero preparato per la guerra. In altri termini, non ho fatto campagna dicendo: 'Per favore votate per me e io sarò in grado di gestire un attacco'. Non avevo previsto una guerra".
Nel prepararsi a passare adesso le consegne a Barack Obama con due guerre ancora in corso, in Iraq e in Afghanistan, Bush ha difeso la scelta di non aver ritirato le forze dall'Iraq, lodando i progressi fatti dal paese negli ultimi due anni.
Repubblica


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7 novembre 2008

Questo è ciò che si merita Mr. B. e le sue battuttacce da trattoria ...,

 10:50 Obama telefona a nove leader mondiali, ma non a Berlusconi

Il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, ha telefonato a nove leader mondiali che lo avevano chiamato per congratularsi per il risultato del voto del 4 novembre. Obama, secondo fonti della transizione, ha chiamato per ringraziarli il presidente francese Nicolas Sarkozy, il messicano Felipe Calderon, il sudcoreano Lee Myung-bak e i premier australiano Kevin Rudd, canadese Harper, israeliano Ehud Olmert, giapponese Taro Aso, britannico Gordon Brown e la cancelliera tedesca Angela Merkel.
Fnte : repubblica.it


7 novembre 2008

Berlusconi describes Obama ...,

In Moscow, Berlusconi describes Obama as 'young, handsome and even tanned'
Fnte : Intl Herald Tribune


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7 novembre 2008

Ancora una delle sue Mr.B.,

Ancora una delle sue Mr.B., non si rende conto che il suo provincialismo, il suo modo di pensare può essere ed è diverso da quello degli altri, italiani ai quali da dell’imbecille, agli americani sia per storia che cultura. Fa fatica a comprendere che a livello internazionale certe battutacce da trattoria non si possono fare, rappresentando nazione come l’Italia.
1. Ma sarebbe strano che il suo pensiero fosse diverso da quanto espresso nei confronti dei neri, basta guardare le legge sull’immigrazione in Italia e chi ha nella sua coalizione di governo, un partito che si è fatto sulla demagogia, sugli insulti contro chi è diverso, basta guardare la condanna che ha subito il sindaco di Verona (RaiNews24 - Sindaco di Verona condannato a 2 mesi per razzismo).
Ma Mr. B., Barak Hussein Obama, lo vedo come un bianco che si è abbronzato, ancora non accetta che un nero sia diventato presidente degli states (quasi di tutto il mondo), sveglia bello!, questa è la democrazia, se non hai ancora capito, non quello che volevate esportare tu e il tuo amico Bush.
Incredibile raga, in che mani siamo.


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6 novembre 2008

Karzai denuncia: l'Isaf ha ucciso 40 civili...,

 

Il presidente afgano Hamid Karzai ha affermato oggi che sono 40 i civili uccisi oggi nel bombardamento delle forze internazionali su un villaggio del sud...


6 novembre 2008

Spagna. E' giallo su una nave italiana. Marinaio uccide il capitano

 

Omicidio in alto mare, al largo della Galizia spagnola. Al momento non si esclude nessuna motivazione e gli altri marinai del mercantile sono sotto interrogatorio....

RaiNews 24


6 novembre 2008

Quelli che l'avevano detto ...,

Quelli che l'avevano detto 
Foto di tsevis da flickr.comIl primo a sbilanciarsi, il 7 marzo, fu Gianfranco Fini: “Gli Stati Uniti non sono ancora pronti per un presidente nero”. Ma il momento decisivo per le sorti delle elezioni americane fu la discesa in campo di Giuliano Ferrara, stregato da Mc Cain, ma soprattutto da Sarah Palin: “L’abbiamo scoperta noi”, gongolava il Platinette Barbuto, noto esperto in fiaschi, esaltando le virtù profetiche del suo talent scout addetto alle catastrofi, Christian Rocca, già noto per aver annunciato il trionfo in Irak e per aver scoperto i neocon quando negli States non osavano più mettere il naso fuori di casa. Ecco, quello fu il momento della svolta per Obama. Lì fu chiaro a tutti che McCain era spacciato.

Per chi avesse ancora dei dubbi, provvidero a dissiparli gli interventi in extremis di due noti analisti padani, Roberto Castelli (“Mc Cain è una garanzia per la difesa della civiltà cristiana sotto attacco dei musulmani”) e Roberto Cota (“John offre maggiore sicurezza contro l’Islam”), nonché del noto stratega Maurizio Gasparri (“Dovesse vincere Obama, prenderei le distanze della Casa Bianca”). Non che la palma delle previsioni sballate sia un’esclusiva italiana. Ancora il 2 novembre John Zogby, “il guru dei sondaggi”, comunicava che “Mc Cain è in rimonta e può vincere, ormai ha superato Obama, 48 a 47%”. Ma i provincialotti italioti che scambiano le speranze per la realtà e pensano di orientare dall’Italia il voto americano, non ci han fatto mancare proprio nulla. Soprattutto sugli house organ di Berlusconi, che solo un mese fa passeggiava mano nella mano con l’amico Bush, lo sguardo rapito, il cuore palpitante, ripetendogli che “sei stato un grande, presto ti verrà riconosciuto, passerai alla Storia”, mentre persino George lo guardava scettico e persino McCain pregava il presidente più impopolare del secolo di non farsi vedere dalle sue parti.

Sull’immancabile sconfitta di Obama, il Giornale ha dato il meglio di sé. Mauro della Porta Raffo, il “gran pignolo” che fa le pulci ai giornali e ci azzecca sempre, ma con gli oracoli un po’ meno, non aveva dubbi: “Adesso vi dico: John Mc Cain il prossimo 4 novembre vincerà”. E Paolo Granzotto, entusiasta: “Resto anch’io dell’opinione che il vecchio eroe sbaraglierà il giovane vagheggino… Sarah Palin trascinerà Mc Cain alla vittoria”, anche per via della “veltronizzazione della campagna del damerino Obama: e con Veltroni, si sa, si va dritti alla sconfitta”. Insomma, “Mc Cain gli farà la festa”. Mario Giordano, rabdomante dal fiuto infallibile, produceva titoli del tipo: “Ecco perché la strana coppia Mc Cain-Palin può arrivare alla Casa Bianca”. E rimbeccava i lettori rassegnati alla vittoria di Obama: “Ma lei è così sicuro che vincerà Obama? Io ho qualche dubbio”. Immediatamente avvertito a Chicago, Barak faceva i debiti scongiuri. Anche perché, ad allarmarlo vieppiù, c’erano gli editoriali di Maria Giovanna Maglie, che ha con i dati elettorali lo stesso rapporto elastico dimostrato con le note spese alla Rai. La generalessa, che scrive con l’elmetto e il colpo in canna, non ci poteva proprio credere che gli americani votassero per quell’”estremista inesperto e poco capace”, “contrario infantilmente alle centrali nucleari”, uno che “ritirerebbe incoscientemente le truppe dall’Irak”, che “rappresenta solo una fetta minoritaria di radicali”, per giunta negro, tant’è che “gli elettori democratici sono i primi a dubitarne”, ma “dubitano pure gli indecisi, gli indipendenti, i fan di Hillary”. Mentre “Old John” (così lei chiama McCain, nell’intimità) “parla da Presidente”, “può vincere le elezioni perché è un candidato credibile” e poi “ha trovato un vice ideale in Sarah Palin, la donna tutta valori, determinazione e capacità oratoria”, ma soprattutto “è pronto a costruire 45 centrali nucleari e aumenterebbe le truppe in Irak”, dunque “io dico che ce la fa”, “nonostante il can can dei media nazionali e internazionali”, tutti in mano al Comintern. Se invece “dovesse farcela Obama, sarà una vittoria di misura” (infatti avrà la maggioranza parlamentare più ampia dalla notte dei tempi). La Maria Giovanna lo vedeva già alla Casa Bianca, l’amato Old John: “Da presidente ridurrà il potere di Washington e, da vero patriota, difenderà la sicurezza degli Usa”. Pazienza, la difenderà da casa. Ma, nei momenti di sconforto, potrà sempre consolarsi con qualche visita di Maria Giovanna Maglie.
Anche il Foglio ci ha lasciato pagine indimenticabili, tutte sull’inevitabile disfatta del nero Barak. Il Platinette, dall’America, ispirava titoli tambureggianti: “Ed è subito Sarah”, “Vi fareste governare da Obama?”, “Perché l’idraulico Joe è il miglior alleato del soldato Mc Cain”. Sotto, le meglio firme del bigoncio si esercitavano nell’arte dell’oracolo.
Marina Valensise, altra neocon de noantri, credendo di farle un complimento, scriveva che “la Palin somiglia alla nostra Gelmini: una tigressa dura, determinata, sicura di sé, temprata dal gelo polare, travolgente come un animale selvaggio… una mamma che si batte contro un parolaio idealista”. Stefano Pistolini la definiva “l’ultima arrivata, forse la predestinata”. Infatti, è stata la palla al piede del povero McCain. Ma Christian Rocca, lo scopritore: “La Palin è un Obama al quadrato”, donna dall’”appeal a tratti profetico e messianico”, un incrocio fra “Bob Dylan e Erin Brockovich”, come pure il suo presunto gemello Barak, insomma “pare lei la candidata presidente e Mc Cain il suo vice”. E Obama: per l’esperto Rocca, “il candidato perfetto per una serie televisiva”, “elitario, intellettuale, troppo di sinistra e incapace di connettersi con il paese”, una “bolla che potrebbe sgonfiarsi rapidamente” visto che “da mesi viene rifiutato stato dopo stato, primaria dopo primaria, dalla working class del suo stesso partito, dai poveri, dagli ispanici, dai cattolici, dagli anziani, dalle donne, dagli ebrei e da qualsiasi categoria sociale e razziale a cui non appartengano afroamericani, studenti, intellettuali, miliardari, divi di Hollywood e fighetti”. E queste - si badi bene - “non sono opinioni”. Tiè. Resta da capire chi diavolo abbia votato per Obama. All’insaputa di Rocca fra l’altro.
Marco Travaglio.
Fnte: civedobene
(Foto di tsevis da flickr.com)


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5 novembre 2008

Obama Icona ...,





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5 novembre 2008

Il fascista che dà lezione all'America ...

Gasparri contro Obama, scontro in Senato:

LE FRASI SOTTO ACCUSA - Più precisamente, intervistato dal Gr3, il capogruppo del Pdl Gasparri ha detto: «Sulla piano della lotta al terrorismo internazionale dobbiamo vedere Obama alla prova, perché questo è il vero banco di prova. L'America è la democrazia di riferimento per quanto vogliano affermare i valori della libertà minacciati dal fondamentalismo, dal terrorismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi. Con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda forse è più contenta ». Con Barak Obama alla Casa Bianca l'Europa, secondo Gasparri, sarà chiamata ad assumersi maggiori responsabilità. «Credo che l'Europa debba ora assumersi maggiori responsabilità perché non sappiamo cosa farà il nuovo presidente degli Stati Uniti. Difendiamoci da soli dai pericoli che incombono su di noi». 
Fnte: dal corriere.it

Siamo ridotti cosi male, che non serve nemmeno commentare.

 




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5 novembre 2008

Obama Icona ...,



Gentili lettori guardate che foto ...


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5 novembre 2008

I Have a dream ..,

 

The dream of Amirican People's, dream of all the world ...

In basso Vi riportiamo la lettera di 
"Caro Obama, con la tua vittoria
si può sognare un mondo migliore"

di NELSON MANDELA

Questo è il testo della Lettera spedita da Nelson Mandela a Barack Obama

Caro Senatore Obama,
Ci uniamo al popolo del suo Paese e di tutto il mondo nel congratularci con lei per essere diventato il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. La sua vittoria ha dimostrato che nessuna persona, in nessun luogo al mondo dovrebbe astenersi dal sognare di volere cambiare il mondo affinché diventi un pianeta migliore.
Prendiamo atto e plaudiamo al suo impegno di sostenere la causa della pace e della sicurezza in tutto il pianeta. Confidiamo inoltre che lei faccia rientrare nella sua missione di presidente anche la lotta alle piaghe della povertà e della malattia in tutto il pianeta.
Le auguriamo forza e decisione nei giorni e negli anni difficili che le stanno davanti. Siamo sicuri che lei alla fine conseguirà il suo sogno, quello di rendere gli Stati Uniti d'America un partner a pieno titolo di una comunità di nazioni dedite ad assicurare pace e benessere a tutti.
Con i miei più sinceri auguri,

(Traduzione di Anna Bissanti)

(5 novembre 2008


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5 novembre 2008

Bianchi e neri insieme per il cambiamento del mondo...,

 

Una lezione anche a chi non credeva al possibile cambiamento. Risulta una beffa a bush, lui che voleva esportare la democrazie in tutto il mondo, e il popolo Americano assieme al popolo del mondo che gli portano la democrazia a casa.

Barak Hussein Obama è originario del Kenya. Che beffa raga. Questo è la bellezza della democrazia. Europa e Italia dovrebbero imparare la lezione.





Una lezione di un grande popolo '' il Popolo Americano '' il ns paese dovrebbe imparare dagli americani.
Viva l'America - il popolo Americano - una grande lezione per chi voleva bassare il mondo sulla diversità, bianchi, neri, per razza, religione e nazionalità.

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29 ottobre 2008

L' arroganza del governo Il decreto Gelmini è legge

 L' arroganza del governo Il decreto Gelmini è legge :

gelmini, scuola

Il Senato approva, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 controri e tre astenuti. Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora è legge.Intanto gli studenti continuano a protestare e si sono fatti trovare al loro posto a scandire gli slogan che hanno percorso le maggiori piazze della Penisola dall'inizio della protesta. Si tratta di circa 1.500 ragazze e ragazzi in larga parte delle scuole superiori. Con loro, in prima fila, gli insegnanti dei Cobas con uno striscione che reca la scritta «Gelmini Vattene» e «Il popolo della scuola pubblica» con il messaggio «Non distruggete la scuola». Ancora un giorno davanti al Senato per urlare che quel decreto non deve passare: l'ennesimo sit-in sotto palazzo Madama. È il giorno clou, a Roma dopo i temporali della notte anche la pioggia sembra dare tregua e gli studenti si preparano a tornare in quel collo di bottiglia tra Piazza Navona e Corso Rinascimento, chiusi dietro le transenne e la polizia in assetto anti-sommossa.
Qualcuno (una trentina) ha già preso posto dalle 9 dietro gli striscioni lasciati lì da martedì: gridano e aspettano i rinforzi. Sostegni bipartisan, come è ormai consuetudine contro il ministro Gelmini: «Per le vie della capitale ci saranno singoli cortei di studenti provenienti da diverse scuole e universitari sparsi, tutti diretti al Senato: i primi saranno a palazzo Madama verso le 10.30, gli altri verso le 12», spiega Roberto Iovino (Uds) e anche Francesco Polacchi (Blocco studentesco) dà appuntamento «alle 10 davanti al Senato».
Sul da farsi entrambi concordano: «Dopo il voto vediamo, dipende dalla giornata. Certo saremo migliaia». E comunque andrà «domani c'è lo sciopero».
È stato in ogni caso annullato il corteo previsto per il pomeriggio con partenza alle 14 da Piazza della Repubblica, mentre in questo momento si sta muovendo un corteo non autorizzato di studenti partito da Porta San Paolo e diretto a Trastevere che ora si trova in via Marmorata.
Intanto, sul fronte universitario nazionale ad Ancona l'Assemblea No 133, in cui il Gulliver-Udu Ancona è promotore della protesta, continua la pacifica occupazione della Facoltà di Ingegneria; a Brescia è previsto un sit-in con volantinaggio in piazza San Faustino da parte del "Comitato universitaglia: 133 passi indietro nessuno avanti"; a Cagliari nella Facoltà di Lettere a Piazza del Carmine alle ore 10 ci sarà il laboratorio di approfondimento "Il futuro dell'università italiana: istituzioni pubbliche o fondazioni private?"; a Lecce assemblee studentesche nelle facoltà di Lettere e di Economia; a Pavia lezioni in piazza (corso di Geometria 1 per Matematica e Fisica e lezione divulgativa di Fisica); a Padova fiaccolata di protesta contro la legge 133 organizzata e promossa dall'associazione Studenti Per sfilerà per le vie della città; a Macerata gli studenti, che hanno ieri occupato il rettorato improvvisando un corteo nella città, oggi improvviseranno nuove forme di Protesta; ad Urbino assemblea d'ateneo alle 15; a Chieti-Pescara, infine, il movimento studentesco ha organizzato un'assemblea a Pescara e delle lezioni all'aperto a Chieti.
«Questo decreto è solo una parte di una riforma molto più ampia». Così il senatore leghista Federico Bricolo (Lega Nord) nella sua dichiarazione di voto oggi al Senato sul dl Gelmini che riforma la scuola.«Non è soffiando sul fuoco della protesta che si riforma la scuola - avverte Bricolo - sulla scuola la sinistra ha sparso solo critiche e falsità, nessuna proposta costruttiva. Su questo tema ci saremmo aspettati un'opposizione più matura. Ma così non è e quindi andremo a fare questa riforma da soli. Voi ieri avete protestato qui in Senato. Oggi vi diciamo che la ricreazione è finita e oggi approveremo il decreto».  E infatti, alla faccia della democrazia.


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