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Annunci online

  Banaadiri [ Banaadir-Una regione antica dell'Africa Orien.Banaadir intendiamo quella fascia costiera dalla cittadina di Warshiikh a nord di Mogadiscio fino a Raskiyamboni verso il confine col Kenya,Kisimayo inclusa.I banaadiri hanno origne araba,Bantu&Cuscito ]
 
Africa
 


Banaadiri in Italia

           
banaadiri@gmail.com
Il territorio dei Banaadiri - indicato con la manina - nel Corno d'Africa


Il Territorio dei Banaadiri
Copyright Banaadiri - Ask Banaadiri to use


Messaggi di saluto e sostegno inviati durante la manifestazione Italia Africa del 2004
Festa d'Africa Festival 2005



Two thousand seasons of rain
When incense weeps

By Irena Knehtl
For the Yemen Times



Mappa -indicazione del Banaadir nel Continente Africano-Banaadiri


Enzo Biagi














Questo blog sostiene la nomina
di Enzo
Biagi Senatore a Vita.


Copyright Banaadiri - Ask Banaadiri Italy

Contact Banaadiri Italy:
banaadiri@gmail.com

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Emblema Storica 
   del 
Banaadir.


Foto botte parlamentari Somalia - Allpuntland






Dagaalkii Ka dhacey Barlamaanka
Le botte e bastonate che si sono date parlamentari
Della Somalia Federale in Kenya
 (Video from Reuter)


Copyright Banaadiri - Ask Banaadiri Italy

Copyright Banaadiri - Ask Banaadiri Italy

Copyright Banaadiri - Ask Banaadiri Italy


United Nations Environment
Programme:
After the
Tsunami: Rapid Environ-
mental Assessment

 

A place for poetry
The Maldives and the post-Tsunami era

By Irena Knehtl
iren_knehtl@yahoo.com
For The Yemen Times

Poetic images from the desert
Beauty in the barrenness of the Empty Quarter

By Irena Knehtl
iren_knehtl@maktoob.com
For The Yemen Times


Protest letter concerning the
future political order of Federal
States of Somalia and the
position of the Banaadiri and
the Banaadir

Mr. Mohamed Abbas Sufi
President of the Banaadiri
Community in Italy
Abokar M. Sadiq
President of the Banaadiri
Community in Switzerland
 
Full Story...
 
Yemen Times-Sana'a/Yemen

Human Rights Watch

Rapporto-denuncia
su torture e maltrattamenti
nelle prigioni Iraqene



Leggi...

Costituzione Europea
Il Testo finale

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Reporter

Reporter Associati
e Paolo Mondani su EcoRadio



Tutti i giorni
dal Lunedì al Venerdì
dalle 19.15 alle 19.45

Entra...



Amin Amir's Cartoon ...


Samir's Cartoon
Yemen Times


The culture of people of
Banaadir (part 2)


Yemen Times
Henna - one of the famous traditions
of Banaadir.

Irena Knehtl & Mohammed Abati
For Yemen Times
iren_knehtl@yahoo.com



The culture of people of Banaadir (part 1)

Yemen Times

Banaadiri women weavering outdoors.

By Irena Knehtl &
Mohammed Abati*
For the Yemen Times
iren_knehtl@yahoo.com


29/9/2004
Nr. 559-01/08 October 2004
Africa e Medio Oriente
Somalia - Banaadir, il paese dei
porti  - per tramite
President of Banaadiri Community in Italy
di Mohamed ABBAS



home page liberate la pace
Assoc. Un Ponte per ...
www.unponteper.it


 

 

 

 

 





Banaadiri, The renewal of a
    
millenary identity’ is
      
published, Italy.
       
In order to have
          it contact us

 



New
Corno d’Africa, fuga dall’inferno
di E. Casale &
Mohamed ABBAS Sufi

Si trova già in edicola
Published in June 2004

 



Novembre 2003
Attualita italiana/Immigrazione
di Bianca S. = Mohamed Abbas
PANORAMA - Fuga dalla Nazione
che non esiste più |
 
Con la guerra civile, lo stato è nel caos.
Non c'è il governo e neppure l'anagrafe.
Così, i profughi che sopravvivono alla
traversata non possono neanche
chiedere asilo politico. 
 

 


Rivista Africa & Mediterraneo
Nr. 3/01 (37) - Totale Pag. 80 pp
Situazioni
Banaadir, un popolo e un'identità
negata a cura di Mohamed Abbas Sufi

 

 

 

 

 



 

Nuredin Hagi Scikei
Somalia: un’invenzione italiana
















 
Congresso Internazionale sul Corno d'Africa
Seminaire de Rome sur la Corne d'Afrique
Il Congresso Internazionale
Corganizzato dall'ACBI con
L'università di Bologna, sul
Tema ''
The Horn of Africa between
History, Law and Politics'' 2002/2003
Il programma nel sito dell'Univ. di Bo

Horn of Africa - UniBo Magazine





 
Immigrati e italiani: il futuro è convivenza



Profile and Book Review
BANAADIR: The Country of Harbors

By Irena Knehtl

Marka. This coastal city is 50 km south of
Mogadishu, and was founded by the Arab
Banaadiris.

iren_knehtl@yahoo.com
For the Yemen Times












 

 




ASSOCIAZIONE CULTURALE DEI BANAADIRIANI
IN ITALIA (ACBI)
-
I Banaadiri sono un popolo
multietnico e mutliculturale che abitano nel
Corno d'Africa.Essi sono composti da popolazione
di origine Araba, Bantu e altri gruppi Cusciti.
Banaadir è una delle regioni più antica
dell'attuale Somalia,  ed il suo capoluogo è
Mogadiscio detta anche '' XAMAR''.
Il sito  - websitedei banaadiri in Italia :
    
www.banaadiri.org   

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Presidente dei Banaadiri in Italia ( ACBI).
Il presidente dell'Associazione Culturale dei
Banaadiriani in Italia - ACBI, è uno membri 
attivi e promotore del gruppo che fondo’ la
stessa Associazione.
Egli è
uno dei portavoce del Popolo Banaadiri
nel mondo,
e si propone di stimolare l'attenzione
delle cancellerie inter
nazionali, sopratutto in
Europa, con proposte che possono
contribuire
alla soluzione politica dei gravi problemi del
Corno
d'Africa (una regione legata all’Italia da
 una lunga storia di rapporti culturali, politici,
economici e sociali). 

 

 

 

 

 


Foto di Gruppo del Congresso Internazionale
sul tema Corno d'Africa tra Storia, Diritto e Politica,
coorganizzata con l'Univ. di BO - Copyright ACBI

 

 

 


 


Foto di un Gruppo di Banaadiri al secondo
Congresso Intern. dei Banaadiri in Netherland
anno 2002 - Copyright ACBI

 

 

 

 

  

President of Banaadiri     President of Banaadiri Italy
Italy                                  Netherland

 

 

 

 

 
President    Banaadiri   President    Banaadiri
Swiss                              United Kingdom
 

 

 


 


President    Banaadiri   President    Banaadiri
Swiden                            Minesota - USA
  

 

 

 

 


Giornalista Banaadiri   Intellettuale Banaadiri

 

 

 

 

 Rappresentanti dell'Istituzioni Ollandese

 

 

 

 

Intellett. Banaadiri       Resp. giovani Banaadiri 

 

 

 

 

Intellettuale Banaadiri     Intellett. Banaadiri 





 



Salim H. Mao/Master of Markacadeey

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Foto di gruppo di banaadiri in Ollanda

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Contact Banaadiri in Italy:


banaadiri@gmail.com
or,
banaadiri1@yahoo.it


16 novembre 2006

Le minacce dei ribelli dell’Ogaden...



Etiopia e petrolio

Le minacce dei ribelli dell’Ogaden

Alberto Manara

Non è passata nemmeno una settimana dalla firma del contratto tra la compagnia petrolifera svedese Lundin Petroleum e il Governo dell’Etiopia, che il Fronte Nazionale di Liberazione dell’Ogaden (ONLF) minaccia di disturbare le operazioni di ricerca di idrocarburi. L’attività, che dovrebbe riguardare un’area di 24.000 chilometri quadrati, prevede una collaborazione tra il governo di Addis Abeba e la compagnia di Stoccolma per l’esplorazione del territorio al fine di trovare giacimenti petroliferi. La regione è infatti una delle più promettenti dell’Etiopia per quanto riguarda le risorse minerarie.

Allo stesso tempo, però, è in corso un conflitto tra il governo centrale e i separatisti che, tramite un comunicato, hanno cercato di dissuadere la Lundin dal proseguo delle attività di ricerca ed estrazione nella regione. «Anche se vi è stata garantita la sicurezza dal governo Etiope, è d’obbligo che sappiate che tale regime attualmente non ha un effettivo controllo della regione dell’Ogaden» avvertono i portavoce del Fronte «Non permetteremo lo sfruttamento delle risorse minerarie in Ogaden, almeno finchè non esisterà una forma di governo autonomo e legittimo.» Qualora le operazioni di ricerca continuassero, le infrastrutture della compagnia svedese potrebbero divenire obiettivi sensibili di attacchi da parte dei separatisti

Nel frattempo il Ministro delle Miniere e dell’Energia Alemayehu Tegenu afferma che vi sono ben cinque compagnie internazionali impegnate nelle attività di ricerca e sviluppo del paese. Dal canto loro i separatisti affermano di aver già preso contatti con diverse compagnie petrolifere interessate a tali attività, nel tentativo di dissuaderle facendo leva sui problemi di sicurezza.
Nigrizia.




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10 aprile 2006

Maldive: Interview with Ahmed Moosa – Democratic Transition In Maldives (DTM)...

Interview: Ahmed Moosa – Democratic Transition In Maldives












Interview: Ahmed Moosa – Democratic Transition In Maldives
The Maldives are an archipelago off the Indian sub-continental mainland.
On June 2nd, 2005, the Maldivian Parliament (Majilis) revoked their earlier ban on political parties. Does this mark the beginning of the Maldives’s democratic transition?
Just duoble click the following link - you will find the interview:
http://www.buzzle.com/editorials/4-5-2006-92742.asp
Interview By Irena Knehtl




permalink | inviato da il 10/4/2006 alle 8:47 | Versione per la stampa


10 aprile 2006

NASCE 'A24',

NASCE 'A24', LA PRIMA EMITTENTE TV PANAFRICANA
Il territorio dei Banaadiri - indicato con la manina - nel Corno d'Africa
È senza dubbio un progetto ambizioso...ma questo continente ha  bisogno di una sua voce. Crediamo che sia il momento giusto per lanciare la versione africana di Al-Jazira": così Salim Amin,  figlio di uno dei più popolari e indimenticati fotogiornalisti  africani, Mohammed Amin, ha presentato a Nairobi la sua 'A24', la prima emittente televisiva panafricana "all news" che trasmetterà in diretta 24 ore su 24 notizie e approfondimenti di politica, salute, viaggi e turismo, scienza e tecnologia, musica e spettacolo, economia, sport e cultura. "Sarà commerciale, credibile, indipendente e trasparente nelle sue operazioni  finanziarie" e "molto più 'sopra le righe' di quanto non faccia 'al Jazeera' nel raccontare storie del mondo arabo che nessuno conosce" ha proseguito Amin.
"Grazie ad 'A24' - ha aggiunto - l'Africa occidentale si terrà aggiornata su quello che succede in Africa orientale e il Sudafrica potrà ascoltare storie dei paesi del nord. Racconteremo la vera Africa, dove convivono bontà e cattiveria,  onestà e corruzione, sviluppo economico e povertà". Con un budget iniziale di un milione di dollari, 'A24' avrà uffici di corrispondenza in 50 Paesi del continente, con almeno due giornalisti in ogni redazione: per potere sopravvivere nei prossimi due anni, il nuova tv avrà bisogno di finanziamenti per 50 milioni di dollari che, trattandosi di un'emittente commerciale, potrà assicurarsi vendendo spazi pubblicitari ma, soprattutto, mettendo a disposizione di acquirenti pubblici e privati le sue azioni, con un limite massimo di acquisto fissato per ogni soggetto a 50.000  dollari. "Ci sono molte persone che hanno espresso interesse per la nostra iniziativa e vogliono contribuire" ha detto Amin, secondo cui 'A24' sarà operativa entro l'autunno 2007.
La notizia in Inglese - clicca il seguente link:
allAfrica.com: PanAfrica: Plans On TV Channel for Africa Ready .




permalink | inviato da il 10/4/2006 alle 8:37 | Versione per la stampa


20 gennaio 2006

Africa...

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato i disordini in corso da giorni in Costa d'Avorio, senza tuttavia imporre alcuna sanzione al paese. Chi lavora per mettere a repentaglio il fragile cessate il fuoco in vigore sara' chiamato a rispondere delle proprie azioni, ha messo in guardia l'esecutivo Onu.




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12 gennaio 2006

Il futuro dell'Africa nelle mani della Cina

cartina della cina

Il futuro dell'Africa nelle mani della Cinabanaadiri

Waxaa dadka badankiisu isku raacay in mustaqbilka Afrika tahay Shina, maxaa yeelay waxay ahaayeen kuwii oogu horeeyay ee xiriir la yeesha muddo laga joogo haatan 6 qarni, taasoo mihnaceedu tahay inay ahaayeen kuwii oogu horeeyay ee sameeya qariida Afrika 1 qarni ka hor inta ayan samayn reer galbeedka.
10 kan sanno ee damba ayaa ah - kuwa oogu muhiimsan oo ay Shina ku muujinayso rabitaankeeda xiriir dhaqaale, siyaasadeed, cilmi baaris, daawooyin, mucaawin iwm.
Waxaan shaki ku jirin inay tahay awooda siyaasadeed ee mustaqbilka Afrika ka saari kara baahida ay ku jirto - gaar ahaan waxay kaloo xiriir joogta ah dhinaca dhaqaale iyo siyaasadeed la leeday Sharq Al Awsad.

Il futuro dell'Africa nella Mani della Cinanew.gif (282 bytes)
La Cina «invade» l'Africa. E non da oggi. A voler ben vedere è storia di diversi secoli fa. È del 1389, infatti, la prima mappa del continente; guarda caso, una mappa cinese. Più di un secolo prima che l'Africa fosse «scoperta» dai navigatori europei. Un segno? Forse. Simbolicamente, un cerchio che oggi si chiude, i contorni non più tracciati sulla seta, ma a suon di firme su contratti miliardari.
Oggi la Cina in Africa significa commercio, grandi opere e materie prime: un mercato che si apre, risorse che se ne vanno. E per quanto l'Africa «conti» poco, i numeri sono immancabilmente quelli spettacolari del boom cinese. Specialmente a partire dal 2000, da quando cioè questa penetrazione si è fatta più consistente e sistematica: i commerci afro-cinesi sono passati da 6,48 miliardi di dollari nel 1999 a 10 miliardi nel 2000 per balzare a 18,55 nel 2003, il doppio rispetto al 2002. E nei primi sei mesi del 2004 hanno raggiunto i 12,68 miliardi di dollari. Cifre irrisorie se paragonate al totale dell'export cinese, solo il 2,3% (il 5% di quello africano). Ma non è che l'inizio. L'obiettivo è di arrivare a 30 milioni di dollari nell'arco di tre anni.
«Penso che ci aspetti un futuro brillante», ha dichiarato l'ambasciatore cinese in Sudafrica, Liu Guijin, facendosi portavoce di un ottimismo condiviso a due continenti di distanza. «I governi africani sono favorevoli a far venire qui le compagnie cinesi, in modo di creare una sorta di bilanciamento rispetto alla situazione attuale di dominio delle compagnie occidentali, che hanno il controllo delle risorse africane». Ma lo stesso Liu Guijin ha anche ammesso: «La Cina, negli ultimi anni, ha prestato molta attenzione allo sfruttamento delle risorse naturali africane».
La Cina importa un po' di tutto: oro, diamanti e platino dal Sudafrica, primo partner commerciale con 5,7 miliardi di dollari di scambi realizzati nei primi mesi del 2004, il 50% in più rispetto all'anno precedente; fosfati e cobalto dal Marocco, cotone dall'Egitto, cacao e legname dalla Costa d'Avorio, manganese dal Gabon, diamanti, ferro e legname dal Centrafrica… Ma la Cina importa soprattutto petrolio. L'impressionante crescita economica del gigante asiatico si traduce in un bisogno sempre più consistente di fonti energetiche. Di qui l'interesse del governo di Pechino per le regioni caucasiche, i Paesi arabi, e sempre di più per l'Africa.
Il greggio africano rappresenta oggi il 25% delle importazioni cinesi, e potrebbe verosimilmente arrivare al 30% nel giro di un paio d'anni. Principale e discusso partner è il Sudan. Ma vantaggiosi accordi sono stati firmati anche con Algeria, Gabon, Niger e Ciad, mentre sono in corso trattative con Centrafrica, Angola e Congo per prospezioni e produzione. In Sudan, la società nazionale China National Petroleum Corporation (Cnpc) è il principale partner del governo islamista di Khartoum, nuovamente minacciato di sanzioni nel settembre 2003 per le gravi violazioni dei diritti umani nella regione occidentale del Darfur. Minacce che sono rimaste tali in sede di Consiglio di sicurezza dell'Onu proprio per l'opposizione della Cina. Il petrolio sudanese è sfruttato anche dalla Malaysia e soprattutto dall'India, l'altro gigante asiatico interessato all'Africa, che ha rilevato nel gennaio 2003 le quote della società canadese Talisman, costretta a lasciare il Sudan dopo essere stata accusata di complicità con il governo di Khartoum per violazioni dei diritti umani, genocidio, pulizia etnica e schiavitù.
Stesse accuse che l'associazione internazionale Human Rights Watch ha rivolto anche alla Cina, che, per di più, è tra i principali fornitori di armi del regime liberticida di Khartoum insieme alla Russia (che pure sfrutta petrolio e gas sudanesi). Armi usate nel corso della decennale guerra contro il Sud, ma anche per fare terra bruciata nelle regioni petrolifere, dove migliaia di persone sono state uccise e almeno centomila costrette a fuggire per permettere alle compagnie petrolifere di agire indisturbate. Oggi, sulle terre dei nuer, ci sarebbero dai 10 ai 20 mila cinesi impegnati nell'industria petrolifera.
Infatti uno dei capitoli più sostanziosi della cooperazione sino-africana riguarda il settore militare. L'Angola di Eduardo Dos Santos, che ha usato il petrolio per alimentare il decennale conflitto civile, oggi strizza l'occhio alla Cina per la vendita del greggio, ma anche per l'acquisto di materiale bellico e l'addestramento di istruttori militari angolani. Lo Zimbabwe di Robert Mugabe, isolato sul piano internazionale, ha trovato un nuovo alleato nella Cina, che infatti è stata accusata di volergli vendere nuovi caccia-bombardieri e che pare abbia già consegnato due carichi di mezzi corazzati e attrezzature antisommossa in cambio di contratti nel settore energetico, dei trasporti, delle miniere e delle telecomunicazioni.
Già nel 2000 il governo di Harare aveva acquistato una fornitura di fucili cinesi del valore di un milione di dollari in cambio di diversi quintali di avorio. Ma contratti o accordi militari sono stati stipulati anche con Congo-Brazzaville, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso, Senegal, Ciad, Liberia e Repubblica Democratica del Congo all'epoca di Laurent Désiré Kabila. Mentre in Liberia il governo cinese ha inaugurato un'inedita presenza come forza di interposizione, inviando circa 500 peacekeeping. La Cina non è nuova a questa politica, già sperimentata negli anni Sessanta e Settanta, quando appoggiò diversi movimenti di liberazione.
Poi c'è tutto quel fermento commerciale che chi frequenta l'Africa anche distrattamente non può non notare. I prodotti made in China, tradizionalmente molto economici, hanno invaso il continente, diventando il propulsore di quelle economie informali, tanto indispensabili quanto fragili, che reggono molti Paesi: dalle zanzariere alle pentole, dalle torce elettriche alle radioline, passando per apparecchiature di ogni genere, piccoli accessori, prodotti industriali e tessili. Ma anche prodotti di marca contraffatti e medicinali non controllati. E chi più ne ha più ne metta. Certo la maman africana nota i piccoli risparmi nella spesa quotidiana. Eppure le ripercussioni sull'economia locale non sono propriamente positive. Un esempio per tutti, l'industria tessile: i piccoli Paesi produttori di tessuti - a cominciare da quelli africani - si troveranno da affrontare la concorrenza insostenibile dei mercati internazionali e in particolare della Cina. Ed è facile immaginare che fine faranno. L'invasione cinese continua…
[FONTE: Avvenire]




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5 dicembre 2005

Chirac urges doubling of aid for ...

Chirac urges doubling of aid for African development







Chirac urges doubling of aid for African development
French President Jacques Chirac urged rich countries to double development aid, as African leaders warned tackling poverty was crucial to stem a growing tide of illegal immigration. | Chirac, keen to ... (photo: WN) China Daily




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28 ottobre 2005

Kenya risks losing millions ...

Kenya risks losing millions

Kenya risks losing millions | Nairobi - Kenya could lose millions of euros in European Union budgetary support unless President Mwai Kibaki approves tough anti-corruption measures by the end of the year, a senior EU official said on Tuesday. | Eric van der Linden, the bloc's new ambassador to Kenya, said he was hopeful tha... (photo: WN)News24 SA




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28 ottobre 2005

Mubarak: Disarming Palestinians may mean civil war

Mubarak: Disarming Palestinians may mean civil war










Mubarak: Disarming Palestinians may mean civil war
JERUSALEM, Oct 27 (Reuters) - Egyptian President Hosni Mubarak said on Thursday that Israel's demand for the disarmament of Palestinian militants before a resumption of peace talks could lead to civil... (photo: WN) Reuters




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28 ottobre 2005

Kenya Airways adds an extra flight to Senegal

Kenya Airways adds an extra flight to Senegal







Kenya Airways adds an extra flight to Senegal
By Noel Wandera | Kenya Airways has increased its weekly flights to Senegal to three, the airline announced yesterday. | In a Press statement, KQ said the flight would begin on Sunday, and will includ... (photo: WN) East African Standard




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26 ottobre 2005

African nations act on bird-flu fears...

African nations act on bird-flu fears







African nations act on bird-flu fears
Nairobi, Kenya | African nations in increasing numbers are slapping bans on poultry imports and stepping up monitoring of wild fowl amid growing fears of outbreaks of a deadly strain of bird flu on th... (photo: WN file) Mail Guardian South Africa




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14 ottobre 2005

Counting begins in Liberia poll ...

Counting begins in Liberia poll


Counting begins in Liberia poll Counting is under way across Liberia following voting in the first national elections since the end of the 14-year civil war in 2003. | Earlier, there were long queues at polling stations as Liberians flocked to cast their ballots. | Twenty-two candidates are standing for president, including former... (photo: Chris Hondros/Getty Images)BBC News




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5 agosto 2005

African leaders reject compromise on UN Security Council reforms...

African leaders reject compromise on UN Security Council reforms
(AP)

5 August 2005
African leaders reject compromise on UN Security Council reforms
ADDIS ABABA, Ethiopia - African leaders are sticking with their demand for two veto-wielding permanent seats on the UN Security Council, rejecting a compromise some had hoped would ensure the success of proposed UN reforms.
“Africa has come together with a consensus, which is to push Africa’s case,” Ethiopian Foreign Minister Seyoum Mesfin said after the decision was made at an extraordinary African Union summit Thursday. “Africa’s case is to get two permanent seats on the United Nations Security Council with veto power.”
The so-called Group of Four - Japan, Brazil, Germany and India - had proposed instead that Africa get two permanent seats on the council, but no veto power.
Sudanese Foreign Minister Mustafa Osman Ismail said it would be unfair to have three kinds of council members and that African countries deserved the same powers as wealthy countries.
The rejection may scuttle years of work toward expanding the Security Council. There is widespread support for enlarging the council to reflect the world today rather than after World War II when the United Nations was formed. But all previous attempts have failed because of national and regional rivalries.
AU delegates said the leaders formed a special commission of heads of state from 10 African countries to pursue the African Union’s agenda in UN reforms.
An Egyptian diplomat and another North African delegate said that the representatives from 53 African nations voted 90 percent in favor of sticking to the group’s original decision not to accept any Security Council reforms that did not expand the number of seats capable of vetoing resolutions brought before the council.
The Security Council currently has 15 members, 10 elected for two-year terms and five permanent members who have veto power.
At least eight presidents, eight prime ministers, one vice president and 19 Cabinet ministers attended the extraordinary meeting, with representatives from all 53 African nations to take part, an AU statement said.
The Group of Four also sent representatives, lobbying to reach an agreement with the AU to win the two-thirds support of UN member states needed to change the Security Council.
The Group of Four has proposed a 25-member council, adding six permanent seats without a veto and four non-permanent seats. Group of Four members hope to win four of the permanent seats with the other two earmarked for Africa. One of the non-permanent seats would also be set aside for Africa.South Africa, Nigeria and Egypt are the leading African contenders for the permanent seats.
The African Union proposes expanding the council to 26 members - adding six permanent seats with veto power and five non-permanent seats. A third proposal by a group called Uniting for Consensus would add 10 non-permanent seats.
Earlier, Nigerian President Olusegun Obasanjo had advised his fellow African leaders to compromise to advance reforms.“The main issue before us is to decide either that Africa will join the rest of the world, or the majority of the rest of the world, in bringing to a conclusion a demand for UN reform,” Obasanjo said. “Or if Africa will stand on a nonnegotiable position which will certainly frustrate the reform efforts.”
“Issues relating to Africa’s conflicts occupy about 70 percent of Security Council agenda and time,” Obasanjo said, in recommending the Group of Four position. “To have Africa’s representation on that council to be increased from three to six will be a quantum leap forward.” Even if a compromise had been reached in Addis, it would have faced trouble at the UN At the United Nations on Tuesday, China’s ambassador announced his country and the United States and China would work together to block the Group of Four’s plan.
China opposes a permanent seat for Group of Four member Japan and wants more developing countries on the council. The United States, meanwhile, supports Japan’s bid but only wants “two or so” new permanent council members.Anne Patterson, the US deputy ambassador to the UN, urged the Group of Four, the African Union and Uniting for Consensus on Tuesday to hold off on council expansion and focus first “on more urgently needed” reforms.




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6 luglio 2005

G8 - messaggio "Unione Africana" ai delegati

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G8 = messaggio "Unione Africana" ai delegati

Tripoli -(Libia)- 06 Luglio 2005. Cancellazione totale del debito a tutti i Paesi del continente, riforma del commercio internazionale e aumento degli aiuti per combattere la povertà: queste le richieste contenute nel messaggio che i capi di Stato e di governo africani riuniti ieri a Sirte per il quinto vertice dell’Unione Africana (Ua) hanno inviato ai loro colleghi delle 8 maggiori economie del mondo (G8) che domani si riuniranno in Scozia.
Nel testo messo a punto oggi, in un incontro riservato tenuto prima della chiusura del Summit, i presidenti dei 53 Stati che compongono l’Ua hanno espresso la propria soddisfazione per la recente cancellazione di 40 miliardi di debito concessa a 14 Paesi dell’Africa sub-sahariana, ma hanno evidenziato l’importanza che una misura analoga venga presa nei confronti di tutti i Paesi africani creditori.
I presidenti del continente hanno poi sottolineato la necessità “urgente” di creare un sistema commerciale mondiale più “giusto ed equo” in cui vengano rimosse le barriere commerciali, le tariffe doganali e cancellati i sussidi agricoli, così da facilitare l’accesso dei prodotti africani sui mercati internazionali. Infine l’Ua chiede ai Paesi donatori di mantenere le promesse fatte in materia di aiuti economici e stanziamento di fondi, aumentando i soldi destinati a supportare lo sviluppo dell’intero continente per poter raggiungere nel 2015 gli obiettivi del Millennio (Millenium development goal).
Fnte: Misna




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4 luglio 2005

Gaddafi urges self-reliance at Africa ....

(Photo: Getty Images )







Gaddafi urges self-reliance at Africa summit
Swissinfo English   By Paul de Bendern | SIRTE, Libya (Reuters) - Libyan leader Muammar Gaddafi urged African leaders on Monday not to go begging to a summit of rich nations this week, telling them to embrace self...




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19 maggio 2005

Congo: Ebola, 9 morti da aprile

[foto] - Ansa -Italy













Organizzazione Mondiale della Sanita' conferma nuovi casi
- Il virus Ebola e' tornato nella Repubblica del Congo, uccidendo nove persone da aprile, conferma l'Oms. I risultati dei test sulle vittime hanno infatti confermato la presenza del virus. La zona interessata e' quella di Cuvette occidentale, dove nel 2003 il virus aveva fatto 150 vittime, e secondo gli esperti l'epidemia potrebbe essere dovuta al consumo di carne di scimmia infetta. Almeno 81 persone sono sotto monitoraggio nelle citta' di Etoumbi e Mbomo




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27 aprile 2005

Rapporto Russo - Eritrea

Foto Ngrzia


Russia-Eritrea, aumenta la fornitura d’armi

Accordo sottoscritto a Mosca dal ministro degli esteri Ali Said Abdella con il suo pari grado russo: prevede l’arrivo di nuovi caccia e missili anti carro armato. Il paradosso è che il governo Putin è il maggior fornitore di sistemi d’arma anche dell’Etiopia.




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5 aprile 2005

Re Indovinate chi abbiamo in mano - G. Weah

George Weah foto BBC

Dopo tanto ritrovo l'amico che non ti aspetti.
G. Weah vorrebbe candidarsi alle prossime elezioni in Liberia, probabilmente 11 Ottobre 2005, il suo paese come presidente della Liberia.

Weah's pitch for Liberian votes
By James Copnall

(Photo: EPA-DPA/File)









The 1995 World and African footballer of the year has announced his intention to run for president of his country in elections, scheduled for 11 October
BBC Focus On Africa magazine
Fonte : BBC




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25 marzo 2005

Re : Morta una ns concittadina in Angola - Dottsa Maria Bonino era una volontaria

Re : Angola: virus,muore medico italiano

Cartina d'Africa

Maria Bonino era una volontaria pediatra (ANSA)-LUANDA,24 MAR- Colpita da un virus, che sta causando numerose vittime nel nord dell'Angola, e'morta oggi la dottoressa Maria Bonino, una pediatra volontaria. Colpita dalla febbre di Marburg nella provincia di Uige, dove lavorava da due anni, la dottoressa Bonino era stata trasferita nella capitale Luanda.

[foto]




















L'epidemia di febbre ha finora causato piu'di 90 vittime,in prevalenza bambini. Maria Bonino faceva parte dell'associazione Medici con l'Africa Cuamm, ong presente da 50 anni in Africa.
Ansa




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14 marzo 2005



Kenya's elephant population grows by 3,000 in past three years






Kenya's elephant population grows by 3,000 in past three years
| NAIROBI (AFP) - Kenya's elephant population has jumped by about 10 percent in the past three years due to a strict clampdown on poaching in the the east African nation, the country's wildlife author... (photo: WN) Tehran Times




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8 marzo 2005



12 injured as political violence rocks Zanzibar

12 injured as political violence rocks Zanzibar...East African Standard




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