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ZUGLIANO. I preti del Balducci digiunano per protesta: no alle discriminazioni nelle istituzioni

 Il caso in Fvg,
UDINE. «Per comprendere esattamente la complessità del momento storico che stiamo vivendo, proprio in relazione al fenomeno dell’immigrazione, bisognerebbe investire molto di più sulla cultura che non sulle telecamere e sulle ronde. Anzi, oggi servirebbero piuttosto ronde di solidarietà». E’ quanto afferma don Pierluigi Di Piazza, parroco di Zugliano e responsabile del centro “Ernesto Balducci” a conclusione della Giornata di silenzio, preghiera e digiuno che si è tenuta ieri nella frazione di Pozzuolo per dire ancora una volta «no alle discriminazioni e al razzismo istituzionale» che sarebbero stati messi in atto anche nel nostro paese, e pure in regione, attraverso «i respingimenti di persone disperate nell’inferno da cui sono venute: la Libia, il deserto, i loro paesi impoveriti e insanguinati da violenze e guerre».
La giornata di Zugliano, promossa da una decina di sacerdoti friulani, appunto contro la discriminazione e per l’accoglienza dei migranti, è stata scandita da momenti di riflessione, preghiera e lettura di passi biblici e si è conclusa con la celebrazione dell’eucaristia. Numerose le persone che si sono aggiunte al gruppo di sacerdoti.
Alla giornata ha aderito anche don Federico Schiavon, cappellano dei rom a Udine e responsabile della pastorale dei nomadi in Italia, per conto della Cei. In un messaggio fatto pervenire dalla Francia - e reso noto dal sito web dell’Arcidiocesi friulana - don Schiavon afferma di non ritenere che i provvedimenti governativi «abbiano intenti razzistici e, tanto meno, che contengano misure di questo tipo, ma il contesto culturale e sociale in cui trovano applicazione - conclude - è tale per cui possono venire interpretati e recepiti in questo modo».
«Il fenomeno è complesso - aggiunge infatti don Di Piazza -, ma non è che si possa risolvere con iniziative che rispondono a emotività contingenti. Bisogna invece costruire sempre di più quella società multietnica e multiculturale, che nei fatti c’è già, nella pacatezza e nella legalità, non respingendo disperati e facendo trasparire che causa dei nostri mali sono soltanto gli immigrati».
Fnte: Il giornale del Friuli . net

Pubblicato il 19/5/2009 alle 13.35 nella rubrica Immigrazione.

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