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Straniero? Scrivi il nome alla lavagna!

Straniero? Scrivi il nome alla lavagna!

21 maggio 2009

Nell’Italia del razzismo tutto è possibile. Anche che una dirigente scolastica zelante, prima ancora che la legge sia emanata, decida di ‘verificare’ se ci sono ‘clandestini’ in aula.


lavagna




In classe l’insegnate sta facendo lezione quando arriva la preside, va alla lavagna e scrive i nomi degli studenti non italiani prossimi a compiere diciotto anni. Pronuncia i nomi ad alta voce e se ne va, c’è l’aula dopo pronta ad aspettarla, deve ripetere l’operazione. Per tre plessi scolastici, centinaia di studenti coinvolti.
Non è un film di fantascienza, ma la singolare decisione presa da Rosanna Cipollina, per altro abituata ad essere ‘efficiente’. Già l’anno scorso ne aveva combinata un’altra a La Spezia.
Ai minorenni è garantita l’istruzione, ma con i maggiorenni le cose cambiano ed allora è bene essere ‘vigili’, avrà pensato la donna. Peccato forse non sia ‘coraggiosa’ quanto basta. Nel nostro Paese se si hanno genitori senza permesso di soggiorno, se si vive con cpochi soldi e si va a scuola, con la maggiore età si perde il diritto all’istruzione e si finisce nei Centri di identificazione ed espulsione.
Lei ha preparato la lista d quelli “a rischio” e poi è andata aula per aula a notificarla. Secondo lei lo ha fatto per  Si è giustificata sostenendo di averlo fatto in modo da azzeccare la pronuncia giusto, per non sbagliare. Il sistema della ’segnalazione alla lavagna’ secondo Cipollina non ha nulla di bizzarro, ma è un modo semplice per convocare i ragazzi in segreteria.
L´istituto professionale per il commercio Casaregis, a Sampierdarena e nelle altre due strutture scolastiche accorpate, l´istituto tecnico industriale Galilei e l´Einaudi impovvissamente sono piombati improvvisamente nel medioevo voluto dal governo di centro destra.
Molti insegnati sono inorriditi ed hanno scritto una lettera di protesta al provveditore ed hanno cercato di parlare alla preside, che però si è ben guardata dal farsi trovare.
Ieri sono arrivati gli ispettori, mandati dalla direttrice dell’Ufficio scolastico provinciale, Sara Pagano. La dirigente ha dichiarato:”L’intenzione della preside era ottima, era quella di evitare che i ragazzi non potessero sostenere l’esame. Il modo poteva essere diverso, ma credo che la vicenda abbia avuto un risalto sproporzionato”. La giustificazione della dirigente è ancora più surreale.
Paolo Quatrida segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza, ha ricordato che sono decine i ragazzi non italiani a raggiungere la maggiore età durante quest’anno scolatico. Finiranno tutti sulla lavagna della zelante preside?
Ha spiegato il sindacalista: “In genere gli istituti, quando raggiungono la maggiore età, fanno finta di niente: non vanno a verificare se gli studenti diventeranno automaticamente ‘regolari´. La questione diventa però inevitabile quando i ragazzi sostengono l´esame di maturità. In passato si è aggirato il problema grazie a visti temporanei. Di questi tempi, però, può accadere qualsiasi cosa. Anche che si scrivano dei nomi su di una lavagna”.
Una cosa è certa, oltre l’umiliazione di essere stati ‘mandati alla lavagna’ adesso molti di quei giovani sono caduti nell’angoscia di perdere l’occasione per fare gli esami e temono di essere espulsi. E con loro le famiglie.
La “precisione” di Cipollina non è cosa recente. Lo scorso anno a La Spezia aveva fatto scoppiare al professionale Chiodo il caso degli studenti “retrocessi di classe”. Una quindicina di alunni a causa di debiti pregressi non saldati, a suo parere non dovevano sostenere gli esami di maturità.
La storia è complessa e nasceva da una anomalia tutta locale. Nel 1998, l’allora preside Abramo Spinella, aveva varato un “progetto qualità”, con una informatizzazione spinta degli istituti “Chiodo”, professionale, e “Sauro”, nautico. Ogni ragazzo era stato dotato di pass di accesso, collegato a un sistema informatico centrale, al quale anche i genitori potevano accedere dal pc di casa, con una password. In sintesi, papà e mamma sapevano sempre se il figlio era a scuola. Ed il figlio aveva modo di autogestire i suoi corsi, scegliendo cosa frequentare e cosa no.
Una specie di sistema universitario, composto di moduli, nel quale si poteva avanzare di classe pur possedendo dei debiti scolastici: l’impegno era quello di saldare entro l’esame finale.
Poi l’anno scorso a marzo un combinato disposto pericolosissimo, il ministro Fioroni del governo Prodi e la preside Cipollina, ha incrociato i ragazzi spezzini ed è successo il putiferio. Perchè le decisioni del ministero erano di “serrare le fila”, ovvero “severità” (ben guardandosi dal riformare la scuola) e la zelante funzionaria era pronta a “procedere”. Risultato: tutti quelli che avevano debiti sono stati retrocessi all’anno precedente. Chi faceva il quinto in qurto, chi dal quarto è finito al terzo e così via.
Studenti in sciopero e come oggi Cipollina in silenzio: “Non è mia abitudine parlare, se non a scelte fatte: in questo momento molte decisioni sono in divenire”. I professori invece furono loquaci, uno di loro disse: “E’ vero che c’era qualche modifica da fare, ma qui anche gli immigrati e gli studenti lavoratori riuscivano ad autogestirsi, e arrivare al diploma: in modo diverso, certo, ma con un aiuto forte. Altrimenti, chi tenderebbe la mano ad un ragazzo in difficoltà, ad un professionale?”.
Il meccanismo messo a punto dall’ex preside Spinella era stato pensato per favorire i più deboli e per combattere l’abbandono scolastico. Si permetteva (inizialmente a tutti, poi solo ai maggiorenni) di frequentare compatibilmente con eventuali lavori ‘fuori’ e di avanzare, anche con un debito, pur di non farli uscire dal mondo dell’istruzione. Alla fine recuperavano e riuscivano a superare gli esami, perchè erano consapevoli e responsabilizzati.
In quel caso, come oggi, la dirigente scolastica non evitò di discriminare i migranti, anche se
oncretamente ‘rispettò’ i regolamenti. Infatti è qui il problema, leggi ingiuste e acriticità nell’applicarle. Un esempio della nuova Italia berlusconiana.
Fnte : InviatoSpeciale.com

Pubblicato il 21/5/2009 alle 9.8 nella rubrica Immigrazione.

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